Skip Navigation LinksHome Dettaglio Editoriale








Statistiche

Accessi: 465579
Oggi: 1087
Utenti online: 14

I Bronzi di Riace

La storia delle due statue bronzee di Riace

I famosi Bronzi di Riace sono una coppia di statue maschili di bronzo, di provenienza greca, riconducibili al V secolo a.C., che hanno presentato sin dal primo ritrovamento un eccezionale stato di conservazione.
I due Bronzi sono stati rinvenuti il 17 agosto 1972, del tutto casualmente da un giovane subacqueo amatoriale, Stefano Mariottini, nei pressi di Riace in provincia di Reggio Calabria: nuotando a circa 300 metri dalla riva, ad una profondità di un decina di metri, il sub, alla ricerca di qualche polipo, si imbatté in qualcosa di molto più prezioso. Le due statue, infatti, sono giustamente annoverate tra i capolavori scultorei più significativi del periodo ellenico, e tra le poche testimonianze dei grandi maestri del mondo greco classico giunte sino a noi: ciò le rende opere dal valore inestimabile, per rarità e perfezione tecnica.

Inizialmente i Bronzi ritrovati a Riace furono identificati con le lettere A e B: si cercò a lungo per i fondali del Reggino, nel tentativo di scoprire eventuali altre statue nascoste dai secoli, ma vanamente. La fama dei Bronzi di Riace crebbe esponenzialmente dopo il 1980, allorché terminò la delicata fase di pulitura e di restauro per opera dell’Opificio delle Pietre dure presso Firenze. Nel Museo Archeologico del Capoluogo toscano venne quindi preparato un allestimento in pompa magna per far conoscere al mondo i due tesori regalati dal mare di Riace. Sarebbero stati necessari ulteriori interventi a metà degli Anni Novanta – tra cui lo svuotamento della sabbia contenuta al loro interno, circa 60 kg per statua – ma a partire da quella prima esposizione i Bronzi divennero il simbolo di Reggio Calabria e della Magna Grecia. Tra le tante informazioni che le analisi radiografiche effettuate sulle statue hanno permesso di scoprire, ce n’è una che potrebbe lasciare di stucco: i Bronzi di Riace non sono solo di bronzo!

Le ciglia di entrambe le statue sono infatti d’argento, come i denti del Bronzo A, le cornee sono di avorio e calcare mentre le labbra sono di rame: le braccia del Bronzo B, inoltre, erano già state saldate in un lontano passato, in un riuscito intervento di riparazione particolarmente accurato per l’epoca. Terminata la fase di restauro iniziò quella dello studio archeologico: chi rappresentano i Bronzi di Riace?

Ad una simile domanda, la più immediata ed istintiva innanzi ad una statua, è difficile dare un risposta certa e gli studiosi faticano ancora a trovare una posizione unanime: negli ultimi trent’anni sono state formulate svariate ipotesi ed interpretazioni sull’identità dei Bronzi di Riace, tutte molto interessanti ma di difficile verifica. Su un elemento sono però tutti concordi: la magnificenza delle statue, la perizia tecnica, la scelta dei materiali e la posa in cui sono ritratte le due figure colloca i soggetti rappresentati nella ristretta cerchia degli eletti della cultura greca: c’è chi ha ipotizzato fossero grandi atleti, campioni olimpici, eroi, figure mitologiche e addirittura divinità dell’Olimpo.

Una delle ipotesi più recenti li identifica con due eroi di guerra, dei quali le statue non sarebbero altro che raffigurazioni celebrative. Il Bronzo A, detto anche "il giovane", rappresenterebbe quindi Tideo, feroce e valoroso combattente proveniente dall'Etolia, figlio del dio Ares (Marte) e protetto da Atena (Minerva), mentre il bronzo B, detto "il vecchio", raffigurerebbe invece Anfiarao, profeta guerriero.

Secondo i versi di Eschilo, uno dei tre grandi tragediografi greci, Tideo insultò l’indovino Anfiarao che si rifiutava di partecipare alla spedizione contro Tebe, avendone previsto un esito negativo: i due bronzi farebbero pertanto parte di un gruppo statuario che celebrava la leggenda dei “Sette a Tebe”. Molto affascinante anche l’ipotesi che vuole i Bronzi di Riace raffiguranti Polinice (Bronzo A) ed Eteocle (Bronzo B), i leggendari figli del Re Edipo che, da lui maledetti, finirono con l’uccidersi a vicenda per conquistare il trono di Tebe.

Le statue bronzee di Riace hanno altezza (2 metri circa), posa e connotati simili ma non mancano gli elementi di divergenza, tanto che si ritiene vadano attribuite a due differenti artisti ed epoche stilistiche. Oggi gli archeologi sono inclini a datare la statua “A” al 460 a.C., in un’epoca stilistica più rigida ed austera, mentre la statua “B” è fatta risalire a circa 30 anni dopo, al periodo classico, quello in cui la scultura greca raggiunse il massimo splendore con un mirabile equilibrio delle forme.

Ancor più difficile risalire all’identità dello scultore (o, più probabilmente, degli scultori) dei Bronzi di Riace. La mano che l’ha realizzati doveva essere particolarmente abile, vista la grandissima precisione nel rappresentare dettagli anatomici come le vene in rilievo e le fibre muscolari in tensione: ciò ha fatto pensare addirittura ad artisti quali Policleto (celebre per il famoso “Canone”), Fidia o Pitagora di Reggio (omonimo del Filosofo e Matematico).

Un po’ più agevole è invece ipotizzare la loro storia. I Bronzi furono con tutta probabilità realizzati ad Atene e da lì furono rimossi per esser portati a Roma, forse destinati alla casa di qualche ricco patrizio. La nave che trasportava le due statue fece naufragio a poche centinaia di metri dalla costa reggina e il suo prezioso carico finì sommerso dalla sabbia per oltre 2 millenni.

Altri Articoli
04/03/2010 Trekking in Calabria
01/02/2010 Carnevale in Calabria
14/12/2009 Natale in Calabria
04/12/2009 Dolci di Natale in Calabria
15/11/2009 Gioacchino Murat in Calabria
27/10/2009 Bernardino Telesio: padre della filosofia moderna
20/10/2009 MAB
07/10/2009 Chiese di Calabria
29/09/2009 Magna Grecia in Calabria
14/09/2009 Il Peperoncino calabrese
31/08/2009 Festival del Peperoncino di Diamante 2009
21/08/2009 Mare in Calabria
03/08/2009 Organizzare una vacanza in Calabria: facile con MobItaly
23/07/2009 Magna Grecia Film Festival 2009 – Festa del Cinema in Calabria
10/07/2009 Il Treno Natura: un trenino a vapore nel Parco Nazionale della Sila
30/06/2009 Calabria: noi ci mettiamo il cuore…e qualcosa in più
27/06/2009 San Francesco di Paola
10/06/2009 Costa Ionica Calabrese: mare cristallino, spiagge e Storia
09/06/2009 Spiagge tirreniche e turismo balneare in Calabria
13/05/2009 Diari di viaggio in Calabria e viaggiatori stranieri del passato
28/04/2009 Parchi Naturali Calabresi ed Oasi Naturalistiche in Calabria
05/04/2009 Dolci Pasquali in Calabria
05/04/2009 Tradizioni Pasquali in Calabria
25/03/2009 Prodotti tipici calabresi
10/03/2009 Costumi tradizionali arbereshe
08/03/2009 Musica popolare in Calabria
17/02/2009 Location cinematografiche calabresi e cineturismo in Calabria
16/01/2009 Vini in Calabria
01/12/2008 Località sciistiche calabresi
08/09/2008 Rafting in Calabria nelle Gole del Raganello
01/09/2008 I castelli della Calabria
13/08/2008 Tradizioni Arbëreshe
10/07/2008 La riviera dei cedri
01/07/2008 I Giganti della Sila
01/07/2008 La Cipolla Rossa di Tropea
30/06/2008 Paleariza festival
15/06/2008 MobItaly: Turismo in Calabria
Anche "Win Magazine" approva e-Traveller!
Citypost SpA Soluzioni per il mondo postale
MobItaly segnalato da Trivago
Best Western Grand Hotel de la Ville
Hotel La Principessa
Hotel Barbieri
Club Residence Capopiccolo
Hotel Eurolido
Museo della Liquirizia
e-Traveller