L’arte, a Taverna, non è solo Mattia Preti. Il pittore secentesco è certamente l’artista calabrese più noto – insieme forse a Domenico Rotella, il padre del Décollage scomparso nel gennaio 2006 – ma la cittadina presilana non vuole essere ricordata solo quale città natale di uno dei caravaggeschi più autorevoli. Per questo è stata allestita un’esposizione permanente negli spazi cittadini di opere d’arte figurativa contemporanee e poesia, un abbinamento che intende offrire un’opportunità in più per avvicinarsi ad artisti e poeti del nostro tempo. Se i cittadini non vanno nei musei, sembra essere questa la motivazione di fondo dell’allestimento, sarà il museo ad incontrare i visitatori negli spazi urbani del centro storico di Taverna. Tra una passeggiata, un gelato e un’occhiata alle vetrine dei negozi si avrà anche la possibilità di ammirare le opere del M.A.C.A.T. – come qui tutti chiamano il Museo all’aperto – e leggere qualche verso di poesia contemporanea: il tutto, giova ricordarlo, gratuitamente. Ma non assisterete ad una rottura con Mattia Preti e la sua pittura: chi ne conosce la vasta produzione, infatti, troverà numerosi richiami ai suoi soggetti e ai suoi stilemi nei lavori esposti. Il Cavalier Calabrese, insomma, rivive ancora nell’arte dei contemporanei della sua città, rivisitato e rielaborato ma sempre e più che mai presente.
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